I principi del divenire. Libro primo della Fisica by Aristotele

By Aristotele

L'importanza del primo libro della Fisica di Aristotele sta - scrive nell'Introduzione Emanuele Severino - "nel fornire una interpretazione critica della storia del pensiero prearistotelico, che, unitamente a quella, più celebre, contentuta nel libro primo della Metafisica, costituisce il primo esempio di organizzazione sistematica della storia della filosofia".
La traduzione e il commento di Severino mostrano non solo los angeles potenza argomentativa dei passi aristotelici, ma ne evidenziano los angeles risonanza nella filosofia occidentale. Una edizione che, fin dal suo primo apparire, ha formato generazioni di studenti e lettori, tanto da farne un classico degli studi aristotelici e dell'apprendimento della filosofia.

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L'importanza del primo libro della Fisica di Aristotele sta - scrive nell'Introduzione Emanuele Severino - "nel fornire una interpretazione critica della storia del pensiero prearistotelico, che, unitamente a quella, più celebre, contentuta nel libro primo della Metafisica, costituisce il primo esempio di organizzazione sistematica della storia della filosofia".
La traduzione e il commento di Severino mostrano non solo los angeles potenza argomentativa dei passi aristotelici, ma ne evidenziano los angeles risonanza nella filosofia occidentale. Una edizione che, fin dal suo primo apparire, ha formato generazioni di studenti e lettori, tanto da farne un classico degli studi aristotelici e dell'apprendimento della filosofia.

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Stando cosi le cose segue certamente, come aveva già messo in chiaro Platone, che un certo essere non è un cert'altro essere, e non è tutti gli altri esseri; e quindi segue certamente che un certo tipo di non essere è: ma questo non essere che è, non è il non essere assoluto (il non essere assoluto - Parmenide, Platone e Aristotele sono d'accordo -non è), ma è, appunto, un certo essere che, proprio perché è "un certo" essere, non è gli altri esseri, i quali, a loro volta, pur essendo ciò che sono, non sono questo essere.

Cfr. § 2 c p. 33: il "bianco" non è l'essere, perché in tal caso l'essere sarebbe predicato; ciò che si è già escluso. 20. Cioè il "bianco" non è semplicemente non-questo, non quello (negazione relativa), ma non essere assoluto, dato che ciò che il "bianco" non è, è appunto l'essere · considerato assolutamente. 21. , il "bianco" o la sfericità o, in generale, la corporeità; c si afferma: "l'essere è bianco, sferico, corporeo": poiché "bianco", "sferico", "corporeo", sono non essere- e, come si è detto, non essere assoluto -segue che quella affermazione equivale a quest'altra: l'essere è non essere.

Si è detto sopra (cfr. nota 9, pp. 48-49) che i contrari sono principi in quanto limiti massimi del divenire considerato per se; sono cioè la dilatazione massima del divenire; o, se il divenire è visto come mutazione e differenziazione, la mutazione e la differenziazione massime hanno come limite i contrari. Principio significa, in questo modo, limite del divenire. Si diceva inoltre che i contrari, in quanto limiti massimi, limitano anche il valore di limite goduto dai medi, i quali d'altronde valgono anch'essi come limiti del divenire, sia pure non come limiti massimi.

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